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Forlì, Italia
Villa unifamiliare

In un contesto residenziale ordinario, prende forma un edificio che si distingue per la sua capacità di mettere in discussione le regole compositive dell’architettura domestica.

Non si tratta di un gesto formale fine a sé stesso, ma del risultato di un processo progettuale sperimentale, condotto in stretta collaborazione con il Committente, che ha dimostrato apertura verso un linguaggio inusuale e rigoroso.

Il punto di partenza non è stato un concept precostituito, bensì una sequenza di modelli 3D semplificati, elaborati come strumenti di confronto e riflessione.

Attraverso questi, sono stati messi in discussione alcuni principi consolidati dell’edilizia tradizionale, come la verticalità delle pareti e la netta separazione tra facciata e copertura.

La ricerca ha portato a un volume compatto, caratterizzato da un’inclinazione marcata che fonde pareti e tetto in un’unica superficie continua.

Il cuore del progetto è rappresentato da una grande parete inclinata che, unendosi alla copertura, definisce i tre fronti principali dell’edificio.

Il quarto fronte, più raccolto e introverso, si apre solo in parte, lasciando emergere il terrazzo in falda.

Questa scelta compositiva genera un’architettura dinamica, scolpita dalla luce e dal movimento delle superfici, capace di restituire una forte identità senza mai ricorrere all’eccesso.

Uno degli aspetti tecnicamente più rilevanti è stata proprio la continuità dell’involucro. 

Il progetto ha richiesto una particolare attenzione nella gestione delle giunzioni, delle linee di gronda e dei dettagli di raccordo, per mantenere intatta l’idea di una superficie omogenea e avvolgente.

Il linguaggio formale si traduce così in una struttura concreta, costruita con rigore e coerenza.

Questo intervento rappresenta una sintesi efficace tra ricerca espressiva e controllo costruttivo.

È un’architettura che prende posizione, proponendo un’abitazione dove forma e funzione si fondono in un gesto unico e misurato.

Il risultato è uno spazio da vivere e osservare, che offre nuove possibilità di relazione con il contesto, con la luce e con il tempo.

Più che un oggetto autonomo, l’edificio si comporta come un sistema aperto: invita alla sperimentazione, suggerisce percorsi, stimola domande.

Un progetto che non si impone, ma si lascia leggere nella sua complessità, e che trova nella semplicità della forma il suo carattere più radicale.